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xWater 2.0: il filtro che toglie il sapore di cloro dall’acqua del rubinetto. Come si monta e ogni quanto si cambia.

Toglie il sapore di cloro e i sedimenti, ma non il calcare e non è un'osmosi inversa. Cosa fa davvero, quanto costano le cartucce e per chi ha senso.

Di Redazione VistoSuiSocial · Pubblicato il

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Filtro xWater 2.0 montato su un rubinetto da cucina, con getto d’acqua filtrata in uscita

xWater 2.0 in breve

Tipo Filtro per l'acqua da rubinetto, a doppia uscita
Filtrazione Ceramica sinterizzata e carbone attivo
Riduce Cloro, odori e sapori sgradevoli, ruggine, sedimenti e impurità
Montaggio Si avvita al rubinetto, adattatori inclusi
Cartuccia Sostituibile quando si esaurisce
Prezzo 49,99 €

Chi cerca un filtro per l’acqua del rubinetto quasi sempre parte da un fastidio molto concreto: le casse d’acqua. Sei bottiglie per volta, il carrello pesante, il bagagliaio, le scale, la plastica da schiacciare e portare giù. E, sullo sfondo, il sospetto che l’acqua di casa sarebbe pure buona, se solo non avesse quel sapore che ricorda la piscina. L’xWater 2.0 promette di risolvere esattamente questo. Vediamo cosa fa davvero, e soprattutto cosa non fa, perché su questo prodotto la differenza fra le due cose vale il prezzo.

Che cos’è: un filtro che si avvita al rubinetto

L’xWater 2.0 è un cilindro bianco che si monta direttamente sul rubinetto della cucina, al posto dell’aeratore. Nella confezione ci sono gli adattatori per le filettature più comuni, quindi l’installazione non richiede un idraulico: si svita l’aeratore esistente, si avvita l’adattatore giusto, si aggancia il filtro. Due minuti, e serve solo la mano (al massimo una pinza, se l’aeratore è incrostato e non vuole saperne di girare).

La particolarità è la doppia uscita. Ruotando la manopola di 90 gradi si passa dall’acqua non filtrata, quella che esce come sempre, a quella filtrata che attraversa la cartuccia. Non è un dettaglio estetico: significa che quando lavi i piatti, riempi una pentola per la pasta o sciacqui il lavandino, la cartuccia non lavora e non si consuma. Filtri solo l’acqua che bevi e quella con cui cucini davvero. È il modo in cui una cartuccia dura mesi invece che settimane.

Ceramica e carbone attivo: due lavori diversi

Dentro la cartuccia ci sono due materiali, e fanno due mestieri distinti. Vale la pena capirli, perché è da qui che discende tutto il resto.

La ceramica sinterizzata è un filtro meccanico: ha pori piccolissimi e funziona come un setaccio, trattenendo sedimenti, particelle, ruggine e impurità solide che possono staccarsi dalle tubature, specialmente in case con impianti vecchi. È la ragione per cui l’acqua che esce dal filtro appare più limpida e per cui, dopo qualche mese, la superficie esterna della ceramica si sporca visibilmente.

Il carbone attivo lavora invece per adsorbimento: la sua superficie porosa trattiene le molecole responsabili di odori e sapori sgradevoli, a partire dal cloro. Il cloro nell’acquedotto c’è ed è utile, perché mantiene l’acqua sicura lungo la rete di distribuzione fino a casa tua, ma è anche il principale responsabile di quel gusto che rende poco invitante il bicchiere d’acqua del rubinetto. Ridurlo è la cosa che si nota di più, subito, al primo assaggio.

Il calcare: chiariamo l’equivoco più costoso

Molte persone comprano un filtro da rubinetto convinte di aver risolto il problema del calcare. Non è così, e va detto con chiarezza prima dell’acquisto, non dopo.

Il calcare è dato dai sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua, cioè dalla sua durezza. Né la ceramica né il carbone attivo li rimuovono: la prima trattiene il solido in sospensione, il secondo cattura molecole organiche e cloro. I sali minerali passano, e per inciso è anche un bene per chi beve, perché quei minerali non sono un’impurità da eliminare. Ma significa che la caldaia continuerà a incrostarsi, la lavatrice avrà bisogno del suo anticalcare, il bollitore mostrerà il suo velo bianco e la doccia non cambierà di una virgola. Un filtro da rubinetto tratta l’acqua di un solo punto della casa, quello della cucina, e non tocca l’impianto.

L’xWater 2.0 non è un depuratore a osmosi inversa. L’osmosi lavora in modo diverso, riduce anche i sali disciolti, richiede un impianto sotto il lavello, uno scarico e una spesa di ordine ben superiore. Chi cerca quello sta cercando un’altra cosa.

L’acqua del rubinetto in Italia è già potabile

Un’altra precisazione, sempre in direzione della verità e non della vendita. In Italia l’acqua che arriva al rubinetto è potabile per legge e viene controllata regolarmente dal gestore idrico, che pubblica le analisi (spesso sono online, comune per comune, e leggerle è il modo più serio per sapere cosa c’è nella tua acqua). Un filtro non serve a rendere potabile un’acqua che non lo è, e non ha alcuna funzione sanitaria o terapeutica.

Serve a renderla più gradevole: meno cloro, meno odore, meno sedimenti, un bicchiere che si beve volentieri invece che per dovere. Chi la compra per questo motivo ottiene quello che cerca. Chi la compra sperando in benefici per la salute sta comprando una promessa che il prodotto non fa.

Il confronto vero: brocca filtrante o casse d’acqua?

Il vero avversario dell’xWater 2.0 non è l’osmosi, sono le due alternative concrete che ha in casa la maggior parte delle persone.

La brocca filtrante costa poco all’acquisto e funziona, ma va riempita, e questo è precisamente il punto debole: filtra lentamente, contiene un litro e mezzo o due, e se hai sete quando è vuota devi aspettare. Occupa spazio in frigorifero e i filtri vanno cambiati regolarmente, con un costo per litro che spesso non è inferiore a quello di una cartuccia da rubinetto. Il filtro al rubinetto, invece, non ha attese: apri e l’acqua filtrata esce, con la portata del rubinetto, anche se te ne servono tre litri per la pentola.

Le casse d’acqua costano fatica, spazio e plastica. Un nucleo familiare che beve un paio di litri d’acqua a testa al giorno movimenta decine di bottiglie al mese: le compra, le carica, le porta, le smaltisce. Poi le bottiglie vuote occupano metà del ripostiglio fino al giorno della raccolta, e la scorta va comunque rifatta prima del ponte lungo, quando i supermercati chiudono. È qui che il filtro da rubinetto mostra il vantaggio più difficile da quantificare ma più evidente nella vita reale: l’acqua è già lì, pronta, senza logistica e senza scorte da gestire.

Le cartucce: il costo che va messo nel conto

Va detto senza girarci intorno: la cartuccia è materiale di consumo. Si intasa (la ceramica) e si esaurisce (il carbone), e va sostituita. La frequenza dipende da quanta acqua filtri e da quanto è carica di sedimenti quella della tua zona, ma il principio non cambia: chi fa il conto della convenienza deve considerare il prezzo del filtro più le cartucce dell’anno, non solo il primo scontrino.

Fatto questo conto onesto, il confronto con la spesa in bottiglie resta quasi sempre a favore del filtro, ed è il motivo per cui chi lo installa raramente torna indietro. Ma il conto va fatto prima, non dopo.

Manutenzione e piccoli accorgimenti

Due cose che fanno la differenza sulla durata. La prima: usare la posizione “acqua non filtrata” per tutto ciò che non si beve. Lavare i piatti, riempire il secchio, sciacquare la verdura sotto un getto forte sono operazioni che non richiedono acqua filtrata, e ogni litro risparmiato è vita in più per la cartuccia. La seconda: se il flusso rallenta molto in poco tempo, di solito significa che l’acqua porta parecchi sedimenti, e la ceramica sta facendo esattamente il suo lavoro. In quel caso la sostituzione sarà più frequente, ed è un’informazione utile su cosa arriva davvero dalle tue tubature.

Conviene comprarlo?

Il voto è 7,2, e la ragione del punteggio sta tutta nelle aspettative. L’xWater 2.0 non trasforma l’acqua di casa in acqua minerale, non protegge gli elettrodomestici e non è un impianto di depurazione. Fa una cosa sola, e la fa in modo semplice: rende l’acqua del rubinetto più buona da bere, più limpida e priva di quel retrogusto di cloro che è il vero motivo per cui, in Italia, si comprano montagne di bottiglie di plastica pur avendo un’acqua pubblica sicura.

Se questo è quello che stai cercando, l’installazione in due minuti e la doppia uscita lo rendono uno dei modi più pratici di ottenerlo, più della brocca filtrante e senza la logistica delle casse. Se invece il tuo problema è il calcare nella caldaia, questo prodotto non è la risposta e nessuno dovrebbe vendertelo come tale. Con il pagamento alla consegna lo provi con l’acqua del tuo rubinetto, che è l’unico test che conta davvero.

Cosa aspettarsi davvero

7,2/10il voto della redazione

Quello che convince

  • Il sapore di cloro si attenua già al primo bicchiere, e la differenza si sente soprattutto nel tè e nel caffè fatti in casa
  • L'installazione è semplice: una decina di minuti con gli adattatori inclusi, senza idraulico e senza fori da fare
  • L'acqua buona è già lì al rubinetto, senza brocca da riempire e senza casse da caricare in auto e portare su per le scale
  • La manopola a 90 gradi lascia passare l'acqua non filtrata quando lavi i piatti, così la cartuccia lavora solo quando conta

Da sapere prima di ordinare

  • La cartuccia è materiale di consumo e va sostituita con regolarità: è la condizione perché il risultato resti quello del primo giorno
  • Agisce su cloro, odori e sedimenti, non sulla durezza dell'acqua: il calcare di caldaia e lavatrice appartiene a un altro tipo di impianto

Il consiglio:Prima di ordinare svita l'aeratore del rubinetto e guarda se c'è una filettatura tonda: trenta secondi di verifica che evitano il reso.

Pro e contro

Pro

  • Si avvita al rubinetto in un paio di minuti: adattatori inclusi, nessun intervento idraulico e nessun foro da fare
  • Il sapore e l'odore di cloro si attenuano nettamente: è la differenza che si sente già al primo bicchiere
  • Doppia uscita con manopola a 90°: l'acqua filtrata esce solo quando serve, così la cartuccia non si consuma mentre lavi i piatti
  • Acqua pronta al rubinetto, senza brocca da riempire e senza casse da caricare in auto e portare su per le scale

Contro

  • Agisce sul gusto e sulle impurità, non sulla durezza dell'acqua: non addolcisce e non protegge dal calcare caldaia, lavatrice o ferro da stiro
  • La cartuccia è un materiale di consumo e va sostituita periodicamente: prezzo e reperibilità dei ricambi conviene verificarli prima di ordinare, perché fanno parte del costo annuale

Domande frequenti

Il filtro toglie il calcare dall'acqua?

No, ed è l'equivoco più diffuso su questo tipo di prodotto. La ceramica trattiene sedimenti e particelle, il carbone attivo agisce su cloro, odori e sapori: nessuno dei due rimuove i sali di calcio e magnesio che formano il calcare. L'acqua resta dura come prima, e caldaia, lavatrice e bollitore non ne beneficiano. Per intervenire sulla durezza servono addolcitori o impianti a osmosi inversa, che sono un'altra categoria di prodotto e un'altra spesa.

Rende potabile l'acqua del rubinetto?

La domanda parte da un presupposto sbagliato. In Italia l'acqua che esce dal rubinetto è già potabile e sottoposta a controlli periodici dal gestore idrico: non ha bisogno di essere resa potabile. Il filtro serve a un'altra cosa, cioè a migliorare sapore, odore e limpidezza di un'acqua già sicura. Un filtro da rubinetto non rende potabile un'acqua che non lo è, e non va usato con questo scopo.

Ogni quanto va cambiata la cartuccia?

Dipende da quanta acqua filtri e da quanto è carica di sedimenti quella della tua zona: chi la usa solo per bere e cucinare la fa durare molto più a lungo di chi filtra tutto. I segnali pratici sono due: il flusso che diventa progressivamente più lento (la ceramica si è intasata) e il sapore di cloro che torna a farsi sentire (il carbone attivo è esaurito). Quando arrivano, la cartuccia va sostituita: è materiale di consumo, come le lamette di un rasoio.

Si monta su qualsiasi rubinetto?

Sulla maggior parte dei rubinetti da cucina sì, grazie agli adattatori inclusi che coprono le filettature più comuni. Restano fuori due casi frequenti che conviene verificare prima di ordinare: i miscelatori con doccetta estraibile e i rubinetti dal beccuccio squadrato o di design, privi di filettatura standard. Un controllo di trenta secondi (si svita l'aeratore e si guarda se c'è un filetto tondo) evita la delusione.

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